Fondaco: trasformare un’idea in Materia

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logo, naming, brand identity, strategia di brand

Prima del logo, c’era una pagina bianca

All’inizio non c’erano un nome, un’insegna o un’identità da rinnovare: non c’era nulla.

C’erano due professionisti, Enrico e Fabio, competenze molto diverse e la volontà di costruire una nuova realtà capace di crescere nel tempo. Fabio portava struttura, numeri e capacità di leggere le operazioni; Enrico relazioni, marketing, rete e coinvolgimento delle persone. Due approcci complementari, destinati a diventare la base di un gruppo che in poco tempo sarebbe cresciuto da due a nove persone.

Il progetto partiva quindi dal punto più interessante, e più complesso, per un brand: non c’era nulla da correggere, ma tutto da decidere.

Che personalità avrebbe avuto? Quanto avrebbe parlato del territorio? Doveva essere classico o contemporaneo? Familiare o autorevole? E soprattutto: come rivolgersi a un mercato di fascia alta senza costruire l’ennesima identità che cerca di sembrare luxury?

Prima di disegnare, abbiamo scelto cosa rappresentare

Il lavoro di Materico è iniziato molto prima del primo tratto.

Abbiamo analizzato il modo di lavorare dei fondatori, le loro ambizioni, il rapporto con clienti e collaboratori e il tipo di realtà che volevano costruire nel lungo periodo.

Da questo studio sono emersi tre territori identitari.

La rotta, intesa come capacità di guidare con lucidità anche quando il percorso cambia.

La misura, cioè qualità, equilibrio e prestigio senza ostentazione.

Il cerchio, come rappresentazione di un gruppo costruito sulla complementarità delle persone e sulla responsabilità condivisa.

Parallelamente abbiamo definito anche ciò che il nuovo brand non doveva essere: niente simboli scontati legati alla casa, niente linguaggio eccessivamente emotivo, niente codici “gold, elite, premium” utilizzati per dichiarare un lusso che il brand preferiva dimostrare attraverso il proprio modo di lavorare.

Dal significato al logo Fondaco

Solo dopo aver definito questo territorio abbiamo potuto lavorare sull’identità visiva di Fondaco.

La direzione scelta doveva essere contemporanea, minimale e distintiva, capace di comunicare autorevolezza senza diventare fredda e prestigio senza ostentazione. Anche il rapporto con il Veneto è stato affrontato in questo modo: non attraverso un riferimento geografico letterale, ma come cultura del lavoro, misura e radicamento.

Il logo Fondaco nasce quindi da un processo di sottrazione: eliminare tutto ciò che sarebbe potuto diventare prevedibile per lasciare spazio a un segno capace di reggere nel tempo.

Un’identità pensata per ciò che Fondaco sarebbe diventata

Il risultato è un’identità costruita non soltanto sulla realtà di oggi, ma sulla sua traiettoria futura.

Fondaco nasce con l’ambizione di crescere, ampliare il proprio gruppo e rivolgersi a un pubblico sempre più alto, mantenendo però quella misura e quella centralità delle persone che ne definiscono il carattere.

Per questo il progetto non è iniziato chiedendoci: “Che logo potrebbe piacere?”

È iniziato con una domanda molto più importante: “Quale identità potrà rappresentare Fondaco anche quando sarà diventata molto più grande di oggi?”

Ed è da lì che abbiamo iniziato a disegnarla.